Sospensione delle attività dal giorno 15 al giorno 20 Ottobre

 

Caro lettore,
siamo esasperati dalle condizioni di ricatto morale ed economico a cui siamo sottoposti in quanto lavoratori.

Il nostro lavoro prevede continui contatti con il pubblico e accesso a fiere, manifestazioni, convegni, conferenze stampa e varie altre occasioni di vita sociale in cui è necessario presentare il Green Pass.

Spesso ci troviamo a dover mangiare fuori e senza Green Pass non abbiamo diritto neanche ad una forchetta.

La maggioranza di noi non scrive professionalmente, lo fa per partecipare alla vita democratica avvalendosi del diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. Sopportare i costi del Green Pass è, per noi, estremamente punitivo e limitativo delle nostre possibilità.

In questa redazione abbiamo liberamente scelto di non vaccinarci, non vi spiegheremo le motivazioni, perché, se dopo tutto questo tempo, qualcuno non le ha ancora capite dobbiamo cominciare a pensare che non abbia interesse a capirle.

Noi le motivazioni di chi si è vaccinato le abbiamo perfettamente comprese e non pensiamo di essere nel giusto rispetto a loro, semplicemente diffidiamo da chi ha le verità assolute.

Pensiamo che tra tante strade legittime e possibili si sia scelta una strada che deve andare bene per tutti, ed è proprio questo vento tossico dell’obbligo, che ormai respiriamo ogni giorno, ad averci messo in condizione di dover dare il nostro contributo a chi si sta opponendo a queste misure di matrice coercitiva, irragionevole e distante da ogni possibilità di confronto. Tale contributo non può essere altro che la partecipazione attiva alle proteste, anche se siamo consapevoli che avrà un costo in termini di relazione con i lettori.

Per questo da oggi 15 Ottobre fino al 20 Ottobre, sospenderemo l’erogazione delle notizie sul nostro quotidiano, unica eccezione le notizie riguardanti direttamente o indirettamente il Green Pass.

Auspicandoci di poter lavorare, presto, senza limitazioni vi chiediamo di comprendere i motivi di questo disservizio e di supportarci moralmente in questo percorso.

Troveremo la via di uscita anche da questo labirinto, non ci siamo arresi alla “nuova normalità”.

Paolo Miki D’Agostini

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La Tribuna di Roma

Idranti, gas lacrimogeni e manganelli, questi gli strumenti in uso da stamattina al porto di Trieste dove, da venerdì, si stava tenendo un presidio pacifico contro il lasciapassare verde da parte dei lavoratori. Le immagini ed i video diffusi in rete hanno mostrato al mondo, nonostante i media mainstream italiani continuino a minimizzare, scene che hanno dell’incredibile in un paese che dovrebbe essere democratico ma che, molto probabilmente, si sta avvicinando a grandi passi verso una dittatura di tipo sud americano.

La memoria, vedendo persone sedute in terra ed a braccia alzate mentre venivano cannoneggiate dai getti d’acqua delle forze dell’ordine, va subito a fatti di cronaca tristemente indimenticabili come quelli del 1989 a piazza Tienanmen o, per restare in Italia, a quelli dell’irruzione…

Venerdi 15 Ottobre, Venezia-Mestre, Manifestazione Piazza Ferretto. PH: Micaela Tommasi
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