Destano non pochi malumori le dichiarazioni del ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, il quale non esita nel definire “geniale” la certificazione verde, auspicando che presto venga resa obbligatoria in tutti i posti di lavoro e per l’utilizzo di tutti i servizi sia pubblici che privati.

“Le decisioni che prenderemo nel prossimo futuro: green pass per tutti, lavoro pubblico, lavoro privato, servizi pubblici e servizi privati”, ha dichiarato il ministro. “Vi spiego il modellino comportamentale. Più crescono i vaccini più crescono i dubbi sui vaccini. Il costo del vaccinarsi, il rischio, con il beneficio atteso. Se la stragrande maggioranza si vaccina il rischio diminuisce e il costo diventa alto e quindi non mi vaccino. Si rende irriducibile – dice Brunetta – uno zoccolo di opportunisti. Bisogna aumentare agli opportunisti il costo della non vaccinazione”.

“I tamponi sono un costo psichico e monetario – conclude in un crescendo che a molti e parso totalmente assurdo – aumentando il costo si riduce lo zoccolo dei non vaccinati e si riduce la circolazione del virus. Il green pass ha l’obiettivo di schiacciare gli opportunisti ai minimi livelli di non influenza sulla velocità di circolazione del virus. Ci stiamo arrivando, mancano dieci punti. Se passa il lavoro pubblico, il lavoro privato e fruitori dei servizi pubblici e privati ci arriviamo. Non abbiamo tempo, arriva l’autunno e l’inverno, dobbiamo arrivare ai livelli di saturazione entro la metà di ottobre”.

Nel frattempo, in Danimarca, dove è stato raggiunta la soglia del 70% di vaccinati, percentuale che si pone nettamente al di sotto di quella italiana, al contrario, vengono eliminate tutte le misure restrittive in vigore, permettendo di respirare, nuovamente, aria di libertà cosa che in Italia sembra ormai una lontana chimera.