Clean Cities” è la nuova campagna itinerante di Legambiente che dall’8 marzo al 10 aprile ha acceso i riflettori sul ruolo che le città italiane possono giocare per una ripartenza più ecologica e sostenibile. Questa campagna è nata per sostituire la storica “Treno Verde”, che quest’anno ha dovuto fermarsi causa Covid.
La campagna ha preso in esame 15 capoluoghi italiani da Nord a Sud, ponendo l’accento sui principali indicatori urbani relativi a: ciclabilità, mobilità elettrica, sicurezza e inquinamento atmosferico confrontandosi con le amministrazioni locali. Legambiente ha analizzato la differenza fra le politiche che si stanno attuando dai 15 capoluoghi e quelle che dovrebbero mettere in atto con i fondi europei del Piano Nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) allo scopo di raggiungere gli obiettivi fissati entro il 2030.
Il quadro finale che emerge non è dei migliori. La capitale ne esce sconfitta da questa valutazione. Su traffico e sicurezza stradale, è l’unica a ottenere il punteggio zero. Prende 1 per quanto riguarda progetti di mobilità sostenibile e di riduzione dell’inquinamento atmosferico. Oltre a questo, Roma, va male anche per le piste ciclabili, realizzate solo il 28%.
In merito all’inquinamento, Legambiente precisa come in tutte le città analizzate la quantità di Pm10 supera il valore soglia indicato dall’OMS. Il quadro che ne emerge è un Paese che deve necessariamente accelerare verso una mobilità a emissioni zero.
Le conseguenze dell’inquinamento si riflettono sui costi sanitari e sociali, in percentuale il 4,3% del PIL pro capite è speso per pagare i costi dell’inquinamento, ai quali nel 2020, si sono aggiunti quelli per il Covid.
In conclusione per tutto il Paese il green ancora è ben lontano.