Apprendiamo, con sconforto, che ieri Piazza del Duomo a Milano era piena di tifosi che festeggiavano la vittoria dell’Inter. Una grande maggioranza delle persone presenti non rispettava neanche le misure di sicurezza più essenziali, visto il forte assembramento e la potenzialità trasmissiva sarebbe stato gradito l’uso delle mascherine. L’evento era prevedibile, non è certo una sorpresa che i tifosi presi dall’euforia della vittoria si riversino in piazza a godersi il momento di gloria, è invece interessante notare l’assenza di misure idonee a non permettere l’accesso in massa a Piazza del Duomo.

Ci ricordiamo ancora molto bene quando a ottobre le palestre hanno subito l’ultimatum governativo di adeguarsi alle norme o chiudere, e puntualmente sono state chiuse, il comportamento fuori norma di alcuni è stato pagato tutti. Lo stesso ragionamento potrebbe applicarsi ad altre attività, quali bar e ristoranti. Invece di intervenire su chi non rispetta le regole hanno preferito limitare categorie intere.

Ad aumentare l’amarezza vi è anche il fatto che solo un giorno prima, il primo maggio, i cittadini rispettosi delle norme hanno pranzato all’aperto sotto l’acqua.

Non possiamo fare altro che appellarci al ministro della salute Speranza, ci dimostri che la Serie A e la Serie B sono solo concetti calcistici, che non esistono cittadini di Serie A e di Serie B, che i lavoratori, i baristi, i ristoratori hanno la stessa dignità degli altri, ci dimostri che la giustizia sommaria del chiudere tutti perché alcuni si comportano male è dovuta alla reale difficoltà di far rispettare le regole e non a scelte ideologiche, sospenda il campionato di calcio perché fonte di assembramenti.