Il 20 luglio del 1999, Jiang Zemin, allora leader cinese, ordinava l’inizio di una persecuzione di massa, con qualsiasi mezzo, anche il più atroce della pratica del Falun Gong.

Ma cos’è il Falun Gong e perchè il regime cinese ne ha così tanta paura?

Si tratta di una forma di meditazione buddista basata sui principi di Verità Benevolenza e Tolleranza ed abbinata a cinque esercizi fisici fondamentali che non richiedono particolari caratteristiche corporee ed è quindi adatta a persone di ogni età. Il primo ad insegnare pubblicamente nel 1992, il Falun Gong che si differenzia dalle altre scuole tradizionali di Qi Gong, proprio per la sua dimensione spirituale, oltre che fisica, fu Li Hongzhi, nel nordest della Cina. Da allora in poi, il fenomeno Falun Gong, è esploso in tutto il Paese del Dragone, arrivando a raggiungere numeri impressionanti di persone praticanti, stimate in decine di milioni.

E probabilmente, è stata proprio questa diffusione numerica, a preoccupare il Partito Comunista Cinese, ente abituato a gestire ogni aspetto della società che in quel Paese non prevede fenomeni aggregativi di massa, anche se in realtà, il Falun Gong, può benissimo essere praticato in solitudine e spesso è così, ma evidentemente vedere gente, spesso di mezza età praticare in piccoli gruppi, nei parchi cittadini alcuni esercizi, viene considerato come pericoloso agli occhi del regime.

La persecuzione durissima nei confronti del Falun Gong, continua tuttora anche se forse con minor intensità, visti gli altri problemi, Hong Kong su tutti che il regime cinese deve fronteggiare. Inoltre la pratica del Falun Gong, o Falun Dafa, come la definiscono i praticanti più esperti e meno interessati al lato fisico, si è, ormai estesa a tutto il mondo, come dimostrano le foto di ieri 20 luglio a Firenze, dove praticanti locali, hanno voluto ricordare l’anniversario dell’inizio della persecuzione contro questa disciplina.

Luca Monti

Ph. Stefano Giannattasio