Il presidente di Haiti, Jovenel Moise, è stato assassinato in casa da un commando composto da elementi stranieri: lo ha annunciato il premier uscente del Paese, Claude Joseph. La moglie di Moise è rimasta ferita ed è stata portata in ospedale, ha precisato Joseph chiedendo alla popolazione di restare calma e assicurando che la polizia e le forze dell’ordine terranno la situazione sotto controllo. 

La Casa Bianca ha definito “terribile” e “tragico” l’assassinio di Moise. Si tratta di “un attacco terribile, tragico, che ha preso di mira il presidente di Haiti e sua moglie durante la notte”, ha detto Jen Psaki, portavoce della Casa Bianca. “Siamo pronti ad assistere in qualsiasi forma il popolo e il governo di Haiti”, ha aggiunto.

La Repubblica Dominicana ha intanto ordinato la “chiusura immediata” del suo confine con Haiti. 
L’aggressione arriva sulla scia di un’ondata di violenze tra gang e polizia a Port-au-Prince per il controllo del territorio. Negli ultimi mesi sono aumentati anche i rapimenti con richiesta di riscatto, che riflettono l’accresciuta influenza dei gruppi armati nel Paese. Haiti – una delle nazioni piu’ povere al mondo, vittima di cronici disastri naturali e che ancora deve riprendersi dal devastante terremoto del 2010, che fece 250mila morti e 300mila feriti – doveva tenere a settembre un referendum costituzionale, posticipato gia’ due volte a causa della pandemia.

Sostenuto da Moise, il testo di riforme costituzionali mirava a rafforzare l’esecutivo, ma e’ stato respinto dall’opposizione e dalle organizzazioni della societa’ civile. I detrattori del defunto presidente sostenevano, inoltre, l’impossibilita’ di organizzare il voto per via della generale insicurezza nel Paese. Il Consiglio di Sicurezza Onu, gli Stati Uniti e l’Europa hanno fatto appello per elezioni politiche e presidenziali libere e trasparenti entro la fine del 2021. (AGI)