Sabato e domenica, sono i giorni giusti per scoprire una insolita “Macchina Barocca”, realizzata, a Roma, dal grande pittore fiammingo Pieter Paul Rubens. Naturalmente non parliamo di un’autovettura o di una carrozza ma di un dipinto, che viene definito “Macchina Barocca”, in quanto rientra a pieno titolo in un impianto scenico di tipo teatrale realizzato, appunto da Rubens. Si trova in una delle tante chiese del centro di Roma, esattamente quella di Santa Maria in Vallicella, sita nell’omonima piazza del Rione Parione, nei pressi di Piazza Navona, conosciuta anche come Chiesa Nuova. Cominciamo dal nome della chiesa, perchè Rubens, in realtà, è stato solo l’ultimo attore di questa storia artistica che ha davvero del teatrale, non solo per la macchina scenografica, ideata dal pittore fiammingo. Santa Maria in Vallicella, infatti è una chiesa, nominata come tale già nel XIII secolo, e venne completamente ricostruita, in quanto in pessime condizioni di mantenimento, alla fine del ‘500, dopo il suo affidamento da parte di Papa Gregorio XIII, alla Congregazione dell’Oratorio, fondata da San Filippo Neri, e da questa ricostruzione prese l’appellativo popolare di Chiesa Nuova. Per non danneggiarlo durante i lavori, venne rimosso dalla chiesa un affresco del XIV secolo, raffigurante una Madonna col Bambino ritenuta miracolosa. Si narra, infatti, che quest’immagine, sia stata dipinta per il muro esterno di un “locale della stufa”, una sorta di bagno pubblico medievale e che nel 1535, sarebbe stata presa a sassate da un giovinastro ed avrebbe sanguinato dopo essere stata colpita, motivo per cui, gridando al miracolo, venne trasferita nella vicina chiesa, dalla quale sarebbe poi stata nuovamente rimossa, per i lavori di ricostruzione della stessa. E qui entra in scena Rubens, al quale venne affidato un progetto di integrazione artistica con l’icona miracolosa, per l’altare maggiore della nuova chiesa. Dopo un primo tentativo di pittura su tela, che non andava però bene, in quanto soffriva i riflessi di luce, Rubens, decise di realizzare la propria opera su lastre di ardesia, eliminando così l’inconveniente. Si tratta di un’opera pittorica di grandi dimensioni (425×250 cm), che il pittore fiammingo completò in due anni dal 1606, al 1608 ed al centro della quale venne incastonata, in un ovale di rame, l’icona miracolosa, con sovrapposta un’altra Madonna col Bambino, sempre di Rubens, che normalmente nasconde l’affresco.

Ecco quindi che anche se questa preziosa “cornice” pittorica rappresenta già una scenografia teatrale barocca, la “macchina” vera e propria costruita da Rubens, è il meccanismo di pulegge e corde, che abbassa ed alza l’ovale di rame che contiene l’affresco miracoloso, mostrandolo solo in alcune occasioni, tra le quali le messe vespertine del sabato e della domenica e per le festività principali, motivo per cui come dicevamo all’inizio, il sabato e la domenica sono i giorni giusti per scoprire, nel vero senso della parola, la “Macchina Barocca di Rubens, a Roma.

Luca Monti