Si susseguono, ormai da mesi, rumors, ed indiscrezioni di stampa, su grandi manovre in corso dentro le mura vaticane, o comunque in altre parti del mondo, ma che avrebbero riflessi, anche sull’oltre Tevere. Aldilà di alcune ipotesi fantasiose, su imminenti dimissioni di Papa Francesco, per non meglio precisati motivi, e non supportate da analisi verificate, è indubbio che il pontificato di Bergoglio, stia, in questo momento, navigando in acque agitate. Eminenti personalità ecclesiastiche, infatti, non lesinano critiche al pontefice, complice probabilmente la troppa accondiscendenza del Papa e dei Vescovi, almeno in Italia, a chiudere le chiese, e ad accettare le modalità liturgiche, ed eucaristiche, imposte dal Governo, in nome dell’emergenza sanitaria, che fanno storcere il naso a molti tradizionalisti, oltre alla modifica del messale, che proprio un dettaglio da poco, non è, specialmente a ridosso del Natale. Oltre a questo, si stà riaffacciando l’ipotesi di un vero e proprio “scisma”, sotto la regia dei Vescovi tedeschi, che sembrano intenzionati a non rinunciare, al loro annunciato Sinodo, il cui percorso è iniziato lo scorso gennaio, con la presenza anche di laici, in ugual numero rispetto ai Vescovi, e parrebbe con diritto di voto, che equivale, ad una rottura chiara e netta con la Chiesa di Roma, che, infatti, si è già espressa proprio con Papa Francesco, contro tale Sinodo.

Del resto, non va dimenticato un dettaglio storico, vale a dire che il cosiddetto protestantesimo, nacque proprio in Germania, quindi se è vera la cosidetta teoria dei corsi e ricorsi storici, di Giambattista Vico, che ha mostrato la propria veridicità, a nostro avviso, in svariate occasioni, non si può escludere a priori, il ripetersi di un tale evento. Alcuni analisti, ipotizzano che questo possibile “scisma”, sarebbe una sorta di vendetta dell’attuale Papa Emerito, Benedetto, anche lui tedesco ma, viste le posizioni teologiche dei Vescovi promotori del Sinodo, sotto molti aspetti incompatibili con le idee di Ratzinger, siamo più propensi a credere che dietro vi sia una manovra geopolitica di tipo pangermanico che approfittando della debolezza teologica, e della pochezza ideologica della Chiesa, che da congiunturali si sono trasformate in strutturali, mirerebbe ad estendere il potere tedesco in Europa, anche sul piano religioso, oltre che su quelli politico ed economico, il tutto, ovviamente, a scapito dell’Europa mediterranea, e soprattutto del nostro Paese.

Luca Monti