L’importante rivista d’arte, Art Tribune, stila, alla fine di ogni anno, una sorta di classifica delle migliori opere d’arte che hanno caratterizzato appunto, l’anno uscente. Per il 2020, Art Tribune, ha selezionato la messa di Pasqua del Papa, in una Piazza San Pietro, deserta, come la migliore opera d’arte, considerandola quindi una performance artistica.

Ferme restando le due colonne della libertà di pensiero, e di espressione siamo in disaccordo con quanto afferma la celebre rivista d’arte, perchè, a nostro avviso, questo banalizza la religione, ponendola, non più sul piano verticale metafisico che le compete, ma sul piano orizzontale dell’estetica pura, alla quale una fede religiosa, qualunque essa sia, non può venire sottomessa. Vero è che su questo argomento, lo stesso Papa Francesco, non è esente da errori, essendo spesso lui, il primo a secolarizzare la propria azione e quella della Chiesa ponendola in un’ottica di pura spettacolarizzazione politica. Certo è che se le cose continuano in questo modo, presto anche l’istituzione ecclesiastica diverrà inutile, e la religione dovrà essere praticata solo in forma privata davanti ad un crocefisso col Cristo, che indossa la mascherina, ed appeso ad oltre un metro d’altezza, per mantenere le distanze dall’orante, secondo le regole del buonismo sanitario imperante, ormai avallate dai vertici vaticani, con tanti saluti alla libertà di culto, ed al concetto di “libera Chiesa in libero Stato” fin qui vigente, ed in barba ai Santi, che nei secoli, hanno predicato il Vangelo, e distribuito l’Eucaristia, in periodi di pestilenze, che certo provocavano più morti di quanti non ne stia provocando il covid senza gel, e soprattutto, senza quella triste paura della morte, che sta caratterizzando questi tempi bui, nei quali, l’uomo,tornando alla presunta performance artistica papale, premiata da Art Tribune, nell’intento impossibile di scacciare la morte, inseguendo un’immortalità, altrettanto impossibile anzichè affidarsi alla speranza in una vita ultramondana offerta dalla religione, si affida all’estetica, come soluzione finale delle sue paure, come se la bellezza non fosse di passaggio, come lo sono tutte le cose di questo mondo, uomini e donne inclusi.

Luca Monti