La marea umana che si riversa nelle principali piazze di molte città italiane non accenna a perdere forza ma, al contrario, stando al numero sempre maggiore di partecipanti, si ingrandisce sempre di più.

Anche i portuali non sembrano intenzionati a fare retromarcia e mantengono attivi tutti i presidi sostenuti dalle migliaia di persone che si riversano sulle banchine per sostenerli ed incoraggiarli. Nella giornata di oggi è stato diffuso un comunicato da parte dei portuali di Ravenna che, in risposta all’azione di Trieste, vogliono essere “fulcro attivo di attività di resistenza alla deriva antidemocratica in cui si trova il paese”. A tal proposito hanno stabilito che lunedì 18 ottobre dalle 7 del mattino, presso il porto – direzione Terminal, container Ravenna, TCR) – inizieranno un sit in di protesta.

“Intendiamo con questa azione dare il nostro contributo territoriale ad un’azione nazionale che vede nei porti i punti di aggregazione, ma che raccoglie il malessere di tutte le fasce vessate della popolazione di tutte le categorie, dai sanitari agli insegnanti, passando per ogni attività”, si legge nel comunicato.

A sostegno di questa azione dei lavoratori ravennati anche i lavoratori di Enichem,Eni-Versalis,Marcegaglia,Unieuro,Polynt,Her,Dock cereali porto,Vigili del Fuoco Ra, Teorema e Coop del comitato di libera scelta Ravenna.

Nel frattempo la FISI, sindacato promotore dello sciopero in corso, ha proprogato lo stesso, inizialmente previsto fino al giorno 20, al 31 ottobre.