Negli ultimi giorni abbiamo assistito a un interessamento a livello sanitario verso gli over 60 non ancora vaccinati, categoria che vanta ben più di 3 milioni di persone e che non è composta solo da chi non ha le competenze digitali per prenotare il vaccino o che magari abita in posti in cui vaccinarsi comporta delle difficoltà di raggiungimento dei luoghi preposti alla vaccinazione, ma che è anche composta da persone che per loro libera scelta non intendono vaccinarsi per motivi che possiamo immaginare ma che non possiamo misurare in termini percentuali in quanto non esiste una statistica precisa della situazione.

La natura sperimentale del vaccino per molti non è rassicurante, anche se in TV e nei social media ci hanno garantito che i vaccini sono stati prodotti rispettando gli standard di sicurezza più alti possibili, che sono stati testati in modo rigoroso e che solitamente gli effetti collaterali sono lievi, parte della popolazione ha paura ed è più che lecito averla e comportarsi di conseguenza, indipendentemente dalle considerazioni scientifiche degli esperti che in TV consigliano la vaccinazione.

Molte persone, in questo periodo che inizia dai tempi di marzo 2020, hanno maturato disillusione e disincanto, non hanno fiducia nella correttezza delle modalità con cui è stata gestita la situazione di emergenza permanente, non hanno creduto all’utilità delle chiusure e all’utilità della mascherina.

Non spetta a noi definire se le misure siano state utili, quello che vogliamo fare è invece soffermarci sull’obbligatorietà vaccinale, ormai pienamente in vigore per un’intera categoria, quella dei sanitari che se si rifiutano rischiano l’allontanamento dal posto di lavoro, ma che progressivamente potrebbe diventare, di fatto, un obbligo per molti cittadini spinti dalle “incentivazioni” collegate al vaccino e al pass sanitario.

Da notare che, in TV e nei social media, progressivamente sta passando, in modo velato ma risoluto, il messaggio che chi non fa il vaccino sperimentale attenta alla salute degli altri cittadini.

Ultimamente si è arrivati anche a parlare, specialmente in merito agli over 60, di algoritmi che “stanano” i non vaccinati, come se fossero una minaccia da braccare, inseguire, circoscrivere, annientare, ma è veramente questa la strada in cui sta andando il mondo oppure l’Italia sta andando alla deriva?

Per vederci più chiaro e per capire meglio come si inquadrano le scelte politiche italiane all’interno di un contesto più ampio andiamo a leggere un estratto della Risoluzione n.2361 del Consiglio Europeo:

7.3.1. garantire che i cittadini siano informati che la vaccinazione NON è obbligatoria e che nessuno subisca pressioni politiche, sociali o di altro tipo a farsi vaccinare se non desiderano farlo;
7.3.2. garantire che nessuno sia discriminato per non essere stato vaccinato, sia a causa di possibili rischi per la salute sia che non voglia essere vaccinato;
L’originale in lingua inglese è disponibile a questo link

Alla luce del contenuto di questa Risoluzione, consapevoli che è un documento di indirizzo e non è giuridicamente vincolante, nutriamo i nostri dubbi sulla direzione presa dall’Italia in merito al contrasto del Covid-19 considerandola eccessivamente autoritaria per essere l’espressione di uno stato democratico inserito nel contesto comunitario europeo.