Il cadavere dell’attore Libero De Rienzo, 44 anni, è stato ritrovato ieri alle 20 in un appartamento in zona Madonna del Riposo, a Roma. A rivenire il corpo senza vita dell’attore un amico, preoccupato perché non aveva sue notizie da qualche giorno. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, i carabinieri della stazione Madonna del Riposo che indagano sul ritrovamento. Sul corpo di De Rienzo non ci sarebbero segni di violenza. Le indagini, coordinate dalla procura di Roma, sono in corso.

La procura di Roma ha aperto un fascicolo con ipotesi di reato “morte come conseguenza di altro reato”, articolo 586 del codice penale.

L’obbiettivo è accertare la causa della morte. I magistrati romani, coordinati dal procuratore aggiunto, Nunzia D’Elia, vogliono accertare le cause della morte del 44enne. Per questo è stata disposta anche l’autopsia.

A rinvenire il corpo senza vita dell’attore, che lascia una moglie e due figli, è stato un amico, preoccupato perché non aveva sue notizie da qualche giorno. Sul posto, oltre ai sanitari del 118, i carabinieri della stazione Madonna del Riposo che indagano sul ritrovamento.

L’attore era nato a Napoli e si era appassionato al mondo del cinema seguendo la carriera del padre, Fiore De Rienzo, aiuto regista di Citto Maselli. Aveva vinto come miglior attore non protagonista, nel 2002, il David di Donatello con il film di Marco Ponti Santa Maradona (2001).

Nel 2004 ha ricoperto il ruolo da protagonista nel film A/R Andata + Ritorno insieme a Vanessa Incontrada. Oltre ad essere attore, De Rienzo si era cimentato anche come sceneggiatore e regista nella pellicola “Sangue – La morte non esiste” con cui ottiene diversi riconoscimenti.

Ha lavorato in alcune produzioni televisive, tra cui il film tv “Piu’ leggero non basta” (1998), regia di Elisabetta Lodoli, e le miniserie tv “Nassiriya – Per non dimenticare” (2007), regia di Michele Soavi, e “Aldo Moro – Il presidente” (2008), regia di Gianluca Maria Tavarelli.

Nel 2009 era tornato sul grande schermo con il film Fortapasc, regia di Marco Risi, dove ricopriva il ruolo di Giancarlo Siani, il giornalista de Il Mattino ucciso nel 1985 dalla camorra. Per tale interpretazione ha ricevuto una candidatura al David di Donatello come attore protagonista.

Nel 2011 recitò in “La kryptonite nella borsa” di Ivan Cotroneo. Nel 2014 fu tra i protagonisti di “Smetto quando voglio”, commedia diretta da Sydney Sibilia sulla vicenda di una banda di giovani laureati che si improvvisano spacciatori e per la quale riceve un’altra candidatura al David di Donatello come miglior attore non protagonista. (AGI)