Un’attenzione spostata dalla patologia alla persona. Dal tumore al seno alle donne con questa neoplasia. Questo il cambio di paradigma che propone un documento di Fondazione per la Sussidiarietà in collaborazione con Novartis Italia, con il coinvolgimento delle associazioni pazienti, presentato oggi a Roma. La prospettiva e’ un approccio olistico per la gestione di questa patologia oncologica che è la più diagnosticata nelle donne, e arriva in un momento, quello dell’ultimo anno e mezzo caratterizzato dalla pandemia, che ha visto un calo importante degli screening. Secondo l’indagine dell’Osservatorio Nazionale Screening, per quanto riguarda lo screening mammografico le pazienti in meno sono state 947.322 (-34,5%) nel 2020, i test in meno 610.803 (-43,5%), la stima delle diagnosi ‘perse’ 2.793.Andos onlus, Europa Donna Italia, IncontraDonna Onlus e Salute Donna Onlus sono state coinvolte nella messa a punto di una proposta, da sottoporre ai legislatori.Il documento, con la supervisione scientifica del professor Giuseppe Curigliano dell’Istituto Europeo di Oncologia, mette al centro la paziente in ogni fase, dalla prevenzione alla diagnosi, dal trattamento alla vita oltre la patologia. Vi è un focus sulla medicina di genere, e un orientamento su 4 ambiti: l’incremento dell’accesso alla prevenzione; il miglioramento dell’iter diagnostico; l’ottimizzazione dei percorsi di trattamento tenendo conto delle terapie innovative e l’aiuto concreto a chi si trova a convivere con la malattia. Per la prevenzione, la maggiore criticità individuata è la disomogeneità sui programmi di screening mammografico, con forti disparità tra Nord e Sud per la diffusione dei presidi, l’aggiornamento della strumentazione e la definizione dei criteri anagrafici per accedervi. Per la diagnostica,sono ancora poche le realtà che hanno inserito tra i Livelli Essenziali di Assistenza (Lea) i test genomici, di cui è riconosciuta l’utilità per personalizzare sempre più le terapie, consentendo di evitare la chemioterapia se non serve. “È importante – sottolinea Curigliano- estendere secondo criteri di omogeneità, inclusività e gratuità, l’accesso alle tecnologie di sequenziamento genico che aiutano a individuare le mutazioni che possono predisporre a un determinato tipo di patologia”. “Tenere alta l’attenzione e promuovere una consapevolezza diffusa“sono invece i due pilastri per la ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia,Elena Bonetti, secondo cui occorre “mettere in atto politiche che permettano sempre più efficacemente l’accesso alla prevenzione”.“Con questa iniziativa- conclude Luigi Boano, General Manager Novartis Oncology Italia- abbiamo voluto dare un contributo alla luce della riorganizzazione del sistema, nella fase che seguirà alla pandemia”.

(ANSA / NOVARTIS)