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In molte province della Cina, si è deciso di non effettuare più test molecolari dell’acido nucleico, nelle strutture mediche, senza una esigenza specifica.
Questa scelta rappresenta un ulteriore passo nella direzione dell’impegno verso l’ottimizzazione delle politiche di prevenzione e controllo.


Varie regioni a livello provinciale, tra cui: Anhui nella Cina orientale, Guangdong, Guangxi nel sud della Cina, Sichuan nel sud-ovest della Cina, Yunnan e Tianjin nel nord della Cina, hanno annunciato che i loro siti, dove si effettuavano i test molecolari, non saranno più aperti al pubblico.

A partire da domenica, le autorità locali del distretto Ninghe di Tianjin, hanno allestito dei siti di campionamento, dove la popolazione si può recare per effettuare i test.


Anche gli ospedali di Bozhou, Anhui e Pubei, Guangxi, hanno aderito a questa politica.


Alcuni ospedali hanno affermato che la sospensione serve a garantire la sicurezza per il personale ospedaliero, al fine di ridurre il rischio di infezioni incrociate all’interno dell’ospedale.

Un ospedale di Shantou, nel Guangdong, ha spostato un sito di test molecolare, dall’interno del suo ospedale, in un ospedale esterno, in modo che il pubblico non debba entrare nell’ospedale.


In una dozzina di città sono state adattate e semplificate le misure di controllo dell’epidemia, inclusa l’eliminazione dell’obbligo di frequenti test molecolari, e dei risultati obbligatori dei test COVID-19 per l’utilizzo dei mezzi pubblici.

Alcune città come Zhuhai nel Guangdong e Chongqing nel sud-ovest della Cina hanno esortato i residenti locali a non sottoporsi a test a meno che non sia necessario, mentre altri luoghi hanno esplorato nuove misure, come, consentire ad alcune persone che risultano positive al test per COVID-19 di auto- quarantena a casa.

Barbara Conti

fonte:Globaltimes.cn