L’ultimo film di Pupi Avati, scritto in collaborazione col fratello Antonio ed il figlio Tommaso, intitolato: “Il Signor Diavolo”, è visibile in streaming su Netflix, dal 22 febbraio scorso.

Ambientato negli anni 50, a Venezia, e tratto da un romanzo dello stesso Pupi Avati, scritto nel 2018, per i tipi di Guanda Editore, “Il signor Diavolo”, racconta la storia di un pubblico ministero, Furio Momentè, che da Roma, viene inviato nel Veneto, per investigare su un caso raccapricciante, che sconfina nel paranormale, con un ragazzino sostiene di aver assassinato il diavolo, e con la Curia romana che entra pesantemente nelle indagini, visto che nel caso risulta coinvolto, anche un convento di suore. La storia si sviluppa, appunto, in Veneto nel 1952, dove si stanno svolgendo le indagini incentrate su un ragazzino posseduto dal Diavolo. A Venezia viene inviato da Roma un pubblico ministero, Furio Momentè, al quale la realtà si palesa subito sinistra e complicata, già leggendo i faldoni sul caso, ma i fatti, una volta giunto sul posto, appariranno man mano molto più gravi. La cosa che lo inquieta di più è che Carlo, il ragazzino imputato di omicidio, ha 14 anni. Senza anticipare altro, per non togliere il gusto della visione del film possiamo dire che, Pupi Avati, seguendo il suo stile pulito e raffinato, non ci offre scene grottesche intrise di sangue, in stile splatter, ma ci dona cinematograficamente, una storia velata di terrore, che rimane ai margini delle credenze popolari, mescolandosi tuttavia alle stesse. Il cast è composto da nomi prestigiosi del cinema italiano, quali: Cesare Cremonini, Andrea Roncato, Chiara Caselli, Massimo Bonetti ed Alessandro Haber. Consigliamo la visione del film a chi come noi apprezza lo stile narrativo di Pupi Avati, che ha il potere di portare gli spettatori indietro nel tempo, utilizzando sempre un’estetica ed un linguaggio consoni al periodo nel quale si svolge la storia. Non a caso, aspettiamo che prima o poi, venga riproposto in televisione, quello che consideriamo un capolavoro assoluto della cinematografia italiana: “Magnificat”.

Luca Monti