Riceviamo e pubblichiamo questo comunicato stampa riguardante gli immobili di edilizia residenziale pubblica.

Presto saremo sul posto per approfondire e capire le istanze del neonato movimento.


COMUNICATO DEL 01 NOVEMBRE 2021

Belluzzo (Fd’I / ACE) – Nasce oggi il “Movimento dei cancelli umani” contro il degrado, l’abbandono e per la riqualificazione della Edilizia Residenziale Pubblica e dei Condomini Misti immobilizzati e condizionati dalle scelte, sbagliate, delle Amministrazioni del Comune di Roma

Mentre alcuni condomini tra proprietari e affittuari del nono lotto di Viale della Venezia Giulia, si uniscono simbolicamente a formare un cancello umano, come per bloccare simbolicamente ed amichevolmente un’auto che sta entrando a cui è stata chiesto la collaborazione per fare questa foto simbolica, ci viene detto «BASTA! Qui è pubblico quando è comodo, ed è privato quando è scomodo!».
«Siamo stanchi di essere trattati come se fossimo trasparenti, il nostro cortile viene utilizzato per parcheggiare le auto di tutto il quartiere, e noi spesso non riusciamo a mettere le nostre. Hanno potato Viale della Venezia Giulia ed hanno invaso i nostri cortili di rami, erbacce e tronchi caduti anche da 25 metri di altezza, caditoie piene di segatura e di foglie, le auto non riescono ad accedere, e qui credono che le aree cortilive siano di tutti, mentre abbiamo due amministratori del grande condominio e paghiamo un salasso a causa dei millesimi che abbiamo di proprietà di questi cortili», interviene un proprietario di uno degli appartamenti del comprensorio, e ci fa vedere dei documenti in cui lui risulta proprietario non solo del suo
appartamento, ma anche dei millesimi delle aree cortilive, e del parchetto grande all’ingresso, usato illegittimamente come gabinetto dei cani di tutto il quartiere, e per il quale ogni anno il grande condominio, spende anche fino a 22 mila euro per la manutenzione del verde! Non è possibile pagare un,assicurazione per un condominio in cui chiunque fa come vuole e viene da fuori a lasciare il suo furgone, o la sua auto o a far cagare il cane, ed in cui addirittura vi sono attività nei dintorni che si propongono con la
comoda disponibilità di un grande parcheggio quando lo stesso è di proprietà privata e per il quale si pagano tasse, assicurazione e manutenzione, e tutta questa situazione incredibile avviene a causa di una
amministrazione del Comune di Roma ceca, menefreghista e ideologica.
Nasce oggi il “Movimento dei cancelli umani” che combatte il degrado ed il menefreghismo delle istituzioni dei comprensori delle case popolari e di quelli misti ovvero in cui vi sono state le alienazioni e la vendita agli
assegnatari di appartamenti.

Siamo oggi come abbiamo detto, nel Nono Lotto di Viale della Venezia Giulia, un comprensorio di dieci palazzine di edilizia residenziale pubblica di proprietà del Comune di Roma, in cui però alcuni anni fa è iniziata una vendita di appartamenti a legittimi assegnatari, per cui non è più veramente pubblica. Veniamo infatti a sapere che ci sono ben due grandi condomini e tre condomini, con relativi Amministratori di condominio.
I proprietari lamentano non solo una spesa condominiale abbastanza alta, pur vivendo praticamente dentro a delle baracche, soprattutto i piano terra e gli ultimi piani, con problemi di infiltrazione gravissimi dal basso
o dai tetti mai rifatti dal ’56, situazioni che intaccando anche la salute, ma parlano anche di una completa disattenzione ai problemi che riscontrano, anche da parte dei vari amministratori di condominio, perché in generale sono condizionati dal proprietario di maggioranza, il Comune di Roma, che la fa da padrone imponendo il suo volere, lontano dal provvedere ai veri bisogni sia dei proprietari che degli affittuari. Inoltre ci sono tante famiglie che da tantissimi anni sono in attesa ancora di acquistare la casa per la quale avevano già dato i soldi di anticipo per l’accettazione all’acquisto, ma il Comune ha un ufficio alienazione che conta approssimativamente soltanto due persone, per tutta Roma, al Dipartimento Patrimonio, e due
persone in Risorse per Roma, azienda 100% di Roma Capitale, che si occupa di quasi tutta la pratica insieme ad un’altra house providing sempre completamente controllata, Aequaroma. Le delibere per l’alienazione furono fatte nel 2008 e nel 2009 dalla Giunta Alemanno, e sono stati incassati crediamo che al giorno d’oggi oltre 100 milioni, ma le successive Amministrazioni Marino e poi Raggi, li hanno lasciati “marcire” in qualche capitolo di bilancio, mentre avrebbero potuto utilizzarli per le sole tre
cose in cu è possibile per legge utilizzarli, cioè, la manutenzione straordinaria della edilizia residenziale (ERP), l’acquisto di appartamenti e palazzine dedicate all’ERP, e la costruzione di palazzine dedicate all’ERP,
ma nonostante il grande bisogno di alloggi popolari, abbiamo ancora circa 20000 persone in attesa di alloggio popolare, e la grande necessita di manutenzione di quelli esistenti, che sono delle vere e proprie grotte, le due giunte, inspiegabilmente non hanno voluto provvedere ad utilizzare questi fondi per i tre scopi stabiliti dalla legge, lasciandoli ammuffire in qualche banca, e non capiamo assolutamente il motivo di tutto ciò, anche se solo a fine mandato, e per fine mandato indichiamo proprio gli ultimi giorni, la Giunta Raggi ha approvato una delibera per indicare agli uffici di utilizzare questi fondi per costruire palazzine ERP senza tra l’altro una benché minima discussione in Assemblea Capitolina. Inoltre né l’amministrazione Marino, né quella Raggi, in circa 9 anni di governo, non hanno mai rinnovato alcun atto di delibera per inviare di nuovo le proposte di acquisto agli assegnatari legittimi, palazzine per le quali avevano iniziato le vendite, riuscendo così a mantenere ancora una proprietà di maggioranza sui condomini, con tutti i disastri che il comune continua a permeare negli stessi, a causa della immobilità e delle ideologie che portano a voler tenere la proprietà di appartamenti, mentre avrebbero potuto continuare ad incassare e usare questi ulteriori soldi per manutenere il presente, o comprare o costruire appartamenti ERP di cui Roma ha tanto bisogno, e riuscendo così anche a debellare per sempre l’illegalità, il
racket delle occupazioni e le occupazioni in genere…ma lo vogliono davvero fare? Vogliono aiutare questi politici davvero le famiglie bisognose o le vogliono tenere sotto scacco per sempre?
Quale altra scusa useranno domani? Un ambientalismo becero e falso che parla di “no cemento” per non costruire le case popolari e lasciare che l’illegalità ed il bisogno rimanga lo stesso? Il comune di Roma inoltre, continua a considerare situazioni ibride, condomini ove vi sono affittuari e
proprietari, come se fossero totalmente loro e predisponendo con arroganza e menefreghismo, come pare e piace, gettando ogni problema ed anche ogni spesa, sulle spalle dei proprietari e di conseguenza anche
degli affittuari. I proprietari versano tutti i mesi i corrispettivi ai vai amministratori di condominio, mentre il comune di Roma paga tutte le quote insieme, ma spesso crediamo con estremo ritardo, e tutto ciò mette in
seria difficoltà gli amministratori di condominio, e questo ci fa presupporre ricada poi sulle spalle in primis dei proprietari e quindi pure degli affittuari, con servizi rallentati o non effettuati per mancanza di pecunia.
Un altro proprietario parla di una leggera mandata da un avvocato al comune e all’amministratore di condominio per delle gravissime infiltrazione dal tetto, ma nessuno gli ha risposto! Una telefonata di
rassicurazione da parte dell’amministratore di condominio, ma il comune come sempre è assente e non risponde! Anche i legali vengono ignorati!
Alcuni di quelli che hanno acquistato vorrebbero proporre al Comune, anche nuove iniziative di vendita per i rimanenti appartamenti, alcuni dicono, non importa che noi abbiamo acquistato gli appartamenti ad un
prezzo più elevato, saremmo molto più contenti se i proprietari fossero di più e se ci fosse una proposta agli assegnatari rimanenti anche di acquisto a riscatto, le pagassero meno, basta che si chiuda la partita, e che il
Comune la smetta di fare da padrone mantenendo la maggioranza! Rimangano pure intatte le condizioni degli affittuari che possono rimanere dentro finché mantengono i requisiti stabiliti per legge per l’edilizia
residenziale pubblica, ma bisogna incentivare il completamento delle alienazioni dove sono iniziate.

E ancora, i condomini si sentono discriminati perché non riescono ad accedere al Superbonus 110% a causa sempre del Comune di Roma.
Il Superbonus 110% è il Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 (c.d. Decreto Rilancio), convertito dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, che ha introdotto nel nostro ordinamento le detrazioni fiscali del 110%, il cosiddetto superbonus, detrazioni fiscali che riguardano due macrocategorie di intervento edilizio: la riqualificazione energetica (ecobonus 110%); la riduzione del rischio sismico (sismabonus 110%) col quale potrebbero anche installare gli ascensori, di cui gli appartamenti ne sono sprovvisti. Ci chiediamo se una legge dello stato non viene potuta applicare da tutti i cittadini, è davvero una legge dello Stato o diventa solo una ragione di discriminazione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B? Mi vergogno di stare in una Capitale in cui il Comune di Roma non riesce a far partire una legge dello Stato ed approfittare di un superbonus per riqualificare i suoi appartamenti, e non solo che blocca col suo ostracismo ed i suoi ritardi anche i privati proprietari in condomini misti!!! Un’altra VERGOGNA CAPITALE!!! Basta scorrere un po’ il web e scopriamo che anche se in ritardo, a parte chi ha giocato in anticipo con alcuni articoli, come il responsabile di una piccola carica municipale, l’ex Presidente della Commissione Lavori Pubblici ed ex Consigliere del Municipio Roma V, Christian Belluzzo, sia con numerose riunioni di commissione che con interrogazioni ed articoli su giornali, poi praticamente tutte le forze politiche di opposizione in Assemblea Capitolina, ad un certo punto si sono rese conto di questa problematica. Il primo ad interessarsi del problema è stato l’ex Vice Presidente della Assemblea Capitolina Francesco Figliomeni
con una interrogazione datata 23 febbraio 2021, poi finalmente è anche stata approvata la Mozione N. 29 del 4 maggio 2021 a firma dei consiglieri S. Celli e F. Figliomeni, approvata all’unanimità all’Assemblea Capitolina con 36 voti favorevoli, alla quale però non sono seguite iniziative concrete da parte della ex Giunta Capitolina, né da parte degli uffici.
Uno dei proprietari di uno degli appartamenti ricadenti nel lotto, ci mostra una palazzina privata dicendo, perché per colpa del comune, loro possono accedere al superbonus 110%, mentre io dovrò quando riuscirò, pagare tutto di tasca mia per la riqualificazione energetica, che comporterebbe il cappotto, accorgimenti termici, riparazione del tetto da dove piove, e tanto altro. Ci viene ribadito che questa non è una legge di Stato se ne viene impedita l’applicazione a chi abita in appartamenti ERP o ex ERP!!! E’ una legge che emargina proprio la Capitale!!! Come sempre la prima città del Paese anche verso il degrado e verso la peggiore amministrazione che vi sia.
Inoltre il comune da anni è immobile anche di fronte a chi vorrebbe riqualificare le palazzine da anni impegnando suoi soldi, ripetiamo che gli appartamenti spesso sono grotte piene di muffa perniciosa per la salute, con infiltrazioni da tetti per gli ultimi piani, e dal basso ai piani terreni.

Un appello a Gualtieri ed anche alle opposizioni: basta con questo immobilismo, dovete accelerare con l’apertura al Superbonus 110% per queste situazione, con l’alienazione almeno di quelle palazzine in cui già
si è iniziata la vendita con nuova delibera ed anche incentivando gli affittuari ad acquistare magari anche a riscatto, senza ovviamente intaccare i diritti di chi in affitto e assegnatario vuole rimanere così.

Ora vi riportiamo alcune situazioni che interessano comprensori ERP e misti.

Proseguiamo nel vialetto della palazzina di Via Dameta 30, palazzina E4, una delle tante palazzine di proprietà di Roma Capitale, nelle quali anni fa il Comune inizio pure una vendita di appartamenti ai legittimi assegnatari. Il Comune qui non ha proceduto con la nomina di un amministratore di condominio come in altri luoghi e tutto è ancora nella sua gestione. Nel vialetto che porta al portone d’ingresso si allaga tutto da anni ed i condomini sono costretti ad ogni pioggia ad affrettarsi a mettere una enorme tavola per cercare di ostacolare in qualche modo l’acqua.

Ma nonostante ciò è facilmente visibile come ormai l’impianto delle acque meteorica sia rovinato con crolli vari della condotta e come l’acqua abbia lasciato il segno di almeno 30/40 cm sul muro più alto, prima della rampa che porta proprio al portone, che risulta ancora più allagata.

Questo raccontato nelle immagini è uno dei vari episodi di allagamento avuti:

Notare l’altezza dell’acqua fin dove arriva alla persona che si trova dentro al guado:

Questa la scala dopo il portone allagata, a destra non si vede è presente il vano ascensore, che si è completamente allagato in questi episodi, più volte, rendendola inutilizzabile.

L’acqua che entra dal portone, come dicevamo si riversa poi sia nell’appartamento che nel vano ascendore, mentre appena entrate a destra troviamo un locale tecnico/cantina che anch’esso essendo ancora più basso diventa il serbatoio dell’acqua piovana.

A seguito di questi innumerevoli episodi di allagamento e di probabili carenze strutturali, il Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Roma, in data 04/06/2018, ha realizzato un’opera provvisionale di puntellamento finalizzata ad un primo intervento di assicurazione della struttura la cui stabilità risulterebbe dal rapporto fortemente compromessa. Si chiede pure nel suddetto rapporto, la necessità di attuare tutte le azioni necessarie per un costante monitoraggio dell’evoluzione del quadro fessurativo fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Tale situazione è visibile anche in vari punti dell’appartamento sovrastante, piano rialzato, interno 2, dove sono presenti improvisi abbassamenti e crepe del piano calpestabile e del mattonato.

Sempre nello stesso vano cantina, notiamo poi i tubi che arrivano dalla caldaia ai termosifoni, completamente in balia di qualsiasi tipo fenomeno e quindi molto suscettibili a rotture, anche perché facilmente calpestabili e senza alcuna coibentazione, non riusciamo a capire come sia possibile tutto ciò, e perché questi tubi, oltre a rappresentare un pericolo messi così, ma debbano pure disperdere la maggior parte del calore dentro al vano cantina, depauperando completamente la loro funzione.

Ma passiamo ai piani alti, in particolare all’ultimo piano, che come tutti i comprensori ERP e misti soffre infiltrazione di acqua da tetti e terrazze, e non è di meno in questo caso l’interno 11, che si trova sotto la terrazza e subisce infiltrazioni continue, muffe, e conseguenti mensili pulizie e spese del proprietario.

Andiamo in terrazza e ci viene raccontato che nei primi anni duemila erano stati effettuati dei lavori di riqualificazione dal Comune di Roma, ma il lavoro ed il materiale usato, in particolare le mattonelle, non sarebbero stati adatti, e sarebbero state utilizzate mattonelle da interni, così che si sarebbero già sgretolate pochi anni dopo.