‘Ritardi sul monitoraggio degli effetti collaterali’ e ‘falsificazione dei dati’, questa l’accusa, secondo quanto scrive il British Medical Journal, che fa andare in tendenza l’hastag Pfizergate su tutti canali social e fa puntare i fari dei media internazionali sul colosso farmaceutico e sul gruppo di ricerca Vantavia incaricato da Pfizer di monitorare l’efficacia del suo vaccino.

A denunciare le mancanze alla FDA sarebbe stata Brooke Jackson, ex impiegata di Ventavia, che, lavorando per alcune settimane ai test del vaccino Pfizer/BioNTech, avrebbe riscontrato diversi problemi che avrebbero compromesso il sistema di valutazione in ‘doppio cieco’.

“Il personale che ha condotto i controlli di qualità è stato sopraffatto dal volume di problemi riscontrati”, si legge sul BMJ dove si ipotizza che la società texana, avendo impiegato personale non adeguatamente formato, si sia resa colpevole di imperdonabili ritardi sulla rilevazione di eventi avversi nello studio cardine della terza fase della sperimentazione.

A tentare di spegnere sul nascere l’incendio, è intervenuta l’OMS tramite il ‘fact checker’ Aureliano Stingi che ha dichiarato : “Se ci sono errori in un trial clinico vanno denunciati e perseguiti ma attenzione a non enfatizzare cose che non inficiano la sicurezza del vaccino anti-Covid Pfizer. Ovviamente Pfizer, nel suo interesse, deve controllare che chi lavora per lei lo faccia bene”.