Ieri, con questa diretta video, Ugo Rossi consigliere del Comune di Trieste, ha documentato che gli è stato impedito l’accesso ai locali comunali.
Il consigliere si è presentato senza certificazione verde e la Polizia Locale, ferma sulle sue posizioni, non ha ritenuto ragionevoli le rimostranze ricevute.

Secondo il suo avvocato, Giuseppe Turco, che abbiamo raggiunto telefonicamente, i pubblici ufficiali si sarebbero trovati in difetto di delega in quanto non avevano nulla per attestare la loro competenza al controllo del green pass, inoltre il provvedimento del Governo crea un obbligo surrettizio alla vaccinazione aggirando di fatto l’articolo 32 della Costituzione ove indica espressamente che “Nessuno puo’ essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Agli 8 pubblici ufficiali del Comune di Trieste che illecitamente hanno impedito al neo-eletto consigliere comunale, ergo anche pubblico ufficiale, Ugo Rossi di partecipare alla riunione per cui era stato convocato, è stato anche spiegato che l’articolo 36 Regolamento UE 953/2021 pone l’obbligo di non discriminare direttamente e/o indirettamente l’individuo che ha scelto di non assumere il farmaco-vaccino. E che detta norma, di rango superiore, prevale rispetto alle pseudo-normative domestico-nazionali ed è di immediata applicazione anche da parte degli organi della P.A. ai quali, ce ne fosse bisogno, venisse eccepita.

Sottolinea, inoltre, l’insussistenza di presupposti per dichiarare lo stato d’emergenza che ha fonte nel Codice di Protezione Civile, poiché tale possibilità si riferisce a minacce immediate e tangibili quali i terremoti e non i virus.

L’avvocato sta valutando un eventuale ricorso ad enti superiori quali Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU), ONU e altri organi ritenuti competenti e ha evidenziato che limitare le attività di un pubblico ufficiale eletto (un consigliere), è ben più grave del limitare le attività di qualunque altro cittadino-lavoratore, sempre abiurando anche tale discriminazione, in quanto chi è eletto è un rappresentante del popolo e nessun organo è al di sopra della volontà popolare.

Restiamo in attesa dell’evolversi di questa vicenda e rinnoviamo e ampliamo l’interrogativo apparso nel titolo «Tutto questo è legale? La nostra democrazia può proseguire su questi toni o è necessario e doveroso ripristinare una normalità che ormai sembra appartenere ad un era lontana?»