Sabato 20 Febbraio, Piazzale Flaminio, con il sit-in “NOFUR Il vero volto della moda” organizzato da AnimaLiberAction gli attivisti sono intervenuti per sensibilizzare i cittadini.
In piazza una verità senza veli e senza censure, attraverso delle performance molto impattanti e coinvolgenti che ha catturato l’attenzione dei passanti, in particolare sfidandoli a guardare per 10 minuti continuativi i filmati di ciò che avviene agli animali.
Sono stati distribuiti volantini esplicativi, immagini e tanti video che documentano come in realtà vengono sfruttati gli animali nell’industria della moda, evidenziando che tali attività non sono giustificate dal consumo alimentare, e proponendo al consumatore la scelta etica e responsabile nelle attività di shopping.
Avvicinando alcuni attivisti ci è stato spiegato che la situazione degli animali “da moda” è terrificante. Vivono in gabbie di rete metallica, spesso stretti fra loro ed esposti alle intemperie ambientali. L’uccisione. Alla fine di una vita di sofferenze, avviene tramite metodi cruenti quali l’elettrocuzione anale, il colpo contundente al muso, la rottura delle ossa cervicali e l’asfissia mediante gas.
Nel settore moda e glamour non sono solo le pellicce a fare da padrone, ma tutte le fibre e materiali di origine animale che vengono utilizzate per creare vestiario e accessori, come la pelle, le piume o le penne. Cambiare la mentalità dell’opinione pubblica è fattibile, si può vestire bene e alla moda anche senza prodotti di origine animale, soprattutto perché al giorno d’oggi esistono prodotti tessili, sia sintetici che naturali, che possono essere utilizzati per la produzione di indumenti, come ad esempio il cotone, il lino o il poliestere.
Secondo Gianluca, attivista di AnimaLiberaAction, «L’eleganza, lo stile e la classe non ha nulla a che vedere con la crudeltà insensata», soprattutto se la vanità prevale sulla vita di un essere. «Salvare gli animali è possibile. Dipende da noi!»