Il Ministero dell’Interno ha varato le nuove regole per le manifestazioni “No green pass” : solo sit-in, niente cortei e lontano dai centri storici. Evidente la stretta da parte del Governo ed il tentativo di reprimere ogni dissenso, di dissuadere la partecipazione o, se proprio non si riesce, di tenerla per lo meno lontano da possibili palcoscenici di visibilità nazionale e internazionale.

“Tutte le limitazioni alle libertà delle persone sono sbagliate. Ci informeremo se queste direttive sono lecite e, se saranno lecite, le rispetteremo, altrimenti ci opporremo per vie legali e se ci verrà detto che possiamo muoverci, ci muoveremo”, queste le parole dell’ex portavoce dei portuali di Trieste, Stefano Puzzer appena ricevuta la notizia di quanto stabilito dal “governo dei migliori”.

Di tono amaramente ironico invece la dichiarazione di Enrico Montesano.

“Cortei no, danno fastidio! Piazze precluse, transennate e bloccate con dissuasori di cemento! Credo che d’ora in poi faremo veementi proteste facendo la maglia e l’uncinetto davanti a Palazzo Chigi. Faremo la protesta ‘na sciarpetta a Draghi’, ‘na mantellina alla Lamorgese’, ‘no zuccotto per Speranza'”, ha detto il popolare attore romano ad adnkronos.

Unica voce a favore sembra essere quella del presidente di Confcommercio Carlo Sangalli.

I cortei “che si susseguono ogni sabato sono inaccettabili e fanno perdere il 30% del fatturato”, ha detto Sangalli.

A Confcommercio andrebbe ricordato che, durante i lunghi mesi di lockdown, i commercianti, costretti a tenere le saracinesche dei negozi abbassate dalle chiusure imposte, hanno perso ben oltre il 30% al giorno.