Questo video è stato stimolato da un comunicato Stampa di Christian Belluzzo ex consigliere del V Municipio.

Da una carenza di personale nascono disservizi e disagi per i cittadini, in questo caso stranieri, che sono costretti a mettersi in coda prima dell’alba per tentare di accedere ai servizi di idoneità alloggiativa ed è lecito anche in questa occasione un argomento che ormai fa ormai parte del dibattito politico.

È opportuno erogare il reddito di cittadinanza, quando i cittadini potrebbero avere un lavoro vero e produrre servizi utili alle persone?

Riportiamo il comunicato stampa originale

Belluzzo (Fd’I/ACE) – RILASCIO DELLA IDEONEITA’ ALLOGGIATIVA – SERVIZIO PER STRANIERI

In Italia ci si riempie sempre la bocca con tanti buoni propositi sempre disattesi quando si parla di immigrazione, ma la verità è che i procedimenti sono ardimentosi e complessi per tutti e spesso l’unico modo per riuscire a seguirli totalmente è quello di affidarsi a dei professionisti, anche quando non sarebbe necessario. È il caso del rilascio dell’attestazione della idoneità alloggiativa, che è un procedimento diretto ad ottenere, per i cittadini stranieri non comunitari, l’attestazione relativa all’idoneità dell’alloggio, ai fini del completamento delle procedure di primo ingresso presso lo Sportello Unico per l’Immigrazione.

Più specificatamente, gli uffici municipali debbono cimentarsi nel rilascio dell’attestazione della idoneità alloggiativa, servizio per l’utenza straniera che impatta sui permessi di soggiorno, sul ricongiungimento familiare e dal 2020 a seguito del Decreto Ministro Bellanova, la sanatoria per la regolarizzazione da lavoro dipendente, così che il lavoro, a causa delle risorse umane e tecnologiche, già terribilmente insufficienti, degli uffici municipali, è aumentato tantissimo. L’utenza, è rappresentata non solo dall’utente finale ma anche dai CAF, è si presenta davanti agli uffici già dalle 5 del mattino. Molti utenti mandano la loro documentazione via e-mail, ma quasi sempre è incompleta. Inizia così da parte degli impiegati uno scrivere e riscrivere tante volte per spiegare ogni problematica ed alla fine pure spiegare che devono venire allo sportello per pagare i diritti di 26 + 60 euro.

Le cose ed i controlli da fare sono tantissimi ed in certi casi più simili a quelli di una questura che a dei dipendenti del comune. Tra questi enumeriamo:

– Controlli sul contratto d’affitto sul sito dell’Agenzia delle Entrate, controlli con verifica ANAG sull’immobiliare, ove si calcola tutto in base ai metri quadri della casa ed i residenti.

– Controlli sul sito della Prefettura per verificare se esistono sullo stesso immobile altre richieste di idoneità alloggiativa ( RIA ) presentate negli ultimi sei mesi.

– Controlli sulla visura e sulla planimetria, confrontando tutte le particelle catastali e vedendo se sono sempre le stesse riportate su tutta la documentazione. Controlli inoltre sulle tutte le firme apposte nella richiesta di idoneità alloggiativa, sul contratto d’affitto e su ogni altro documento allegato, vedendo se sono uguali, se risultino incongruenze o situazioni sospette. Spesso i proprietari, vengono chiamati dagli uffici, e si riscontra che sono all’oscuro che all’interno del loro immobile vengono presentate domande per ospitare altra gente o per fare una sanatoria, o per rinnovare un permesso di soggiorno.

In queste condizioni e nonostante il grande sforzo per la ricerca di ogni possibile falso e incongruenza da parte degli impiegati comunali, possiamo immaginare che possano sfuggire situazioni di illeciti ed irregolarità, per mancanza di risorse umane e di strumenti idonei.Molte volte le domande non possono essere accettate per insufficienza di metri quadri. Spesso all’interno ci sono persone che hanno lasciato la loro residenza, ma sono all’estero o altrove. In qualche caso è necessaria una cancellazione di residenza, ma questo procedimento, ad oggi, dura anche più di 3 anni per problemi legati al rallentamento negli uffici dell’anagrafica.

Finito lo sportello in cui gli impiegati ricevono le pratiche, le stesse devono essere tutte controllate, registrate su un apposito fascicolo, consegnate le planimetrie ed altra documentazione all’ufficio tecnico, vistate dal dirigente. Le pratiche a questo punto tornano all’ufficio per l’idoneità alloggiativa, dove devono essere inseriti alcuni dati mancanti per la Prefettura, stampare l’attestato, protocollare, scansionare, ed inviare con pec in Questura. Spesso alcune vie e alcuni immobili vengono segnalati, e quindi si deve porre estrema attenzione alle vie, ai civici delle richieste e vedere che non ci siano indirizzi negli elenchi di quelli bloccati dalla Prefettura. Dopo tutto questo è evidente che per due persone a volte una sola persona, se una delle due persone è in malattia, permesso o per qualsiasi altra problematica, è complicato sostenere un tale livello di stress lavorativo.

Questo è un servizio delicato, rischioso, e per farlo al meglio occorre essere tranquilli, non avere fretta, ma la massima lucidità. L’utenza spesso, non parla italiano e non riesce a comprendere a volte, o in altri casi, dopo essere lì dalle 5 del mattino ad accettare, che gli uffici siano soggetti comunque ad una chiusura oraria, sebbene spesso vengano accolti ben oltre l’orario di sportello.

Potrebbe essere importante che gli impiegati dell’idoneità alloggiativa possano essere inoltre presenti in questo servizio in una percentuale del 100% senza doversi dividere pure in altri servizi. Ma purtroppo dacché si dica della Amministrazione Pubblica, queste situazioni si verificano quasi ovunque, il risultato è che non possono essere erogati servizi in maniera efficiente, così che l’utenza ne soffre, ma anche i lavoratori. E soprattutto con l’aumento dei carichi di lavoro, almeno fin quando vi era stata una diminuzione delle richieste di idoneità alloggiativa era possibile impiegare il personale anche per altri servizi in percentuale, ma ormai da mesi non è più così ed è impensabile continuare in questo modo. Controproducente per i servizi, per l’utente e per i lavoratori, di qualunque grado, dal dirigent, al funzionario fino all’istruttore vero e proprio che prepara e controlla ogni singola pratica.

Ci poniamo a questo punto delle domande: cosa ci fa l’idoneità alloggiativa negli uffici comunali e nelle Direzioni Tecniche dei Municipi? Non sarebbe meglio collocare tali funzioni in Questura o in alternativa rimpinguare con maggiore personale e mezzi, uffici così delicati? Perché non assumere dei mediatori culturali che coadiuvare con culture e lingue così diverse tra gli utenti? Inoltre riscontro ormai da anni che gli uffici del Comune di Roma sono molto spesso sguarniti, facciamo il caso della Direzione Tecnica del Municipio Roma V, o delle Anagrafiche, o anche di altri uffici, situazione di una tale carenza di personale che rende impossibile lavorare serenamente e fornire un servizio adeguato ed efficiente ai cittadini privati ed alle imprese, nonostante gli sforzi dei dipendenti. Mi chiedo a questo punto se non dovremmo cambiare completamente rotta investendo in infrastrutture ed assumendo personale, preferirei assumere invece che lasciare a casa persone a prendere un reddito di cittadinanza senza fare nulla. Si parla di raccolta dei rifiuti porta a porta ma è e sarà sempre impossibile senza nuove massicce assunzioni. Vogliamo cominciare a fare fatti o continuare a prendere in giro i cittadini, come quando si parla di immigrazione e poi diamo un servizio completamente inefficiente e che va avanti solo per la buona volontà degli impiegati.