In questo video, Daniele Santini, espone il suo punto di vista sull’intervento delle forze di polizia del 9 febbraio presso il suo locale ristorante Paradiso di Velletri.
Santini è ormai noto per aver affisso un cartello all’esterno del locale in cui informa circa la possibilità di far entrare tutti sia con che senza green pass.
Lui lo fa in nome della libertà e dell’inclusione sociale, ma la sera dell’intervento si è confrontato con gli operatori della Polizia di Stato e dei Carabinieri che hanno provveduto a verbalizzare la presenza di persone senza green pass. Anche a causa di altre infrazioni relative ad alcuni lavoratori non assunti, ha ricevuto 5 giorni di chiusura e una multa importante di circa 8700 euro, inoltre gli operatori hanno emesso gli opportuni verbali verso gli avventori non in regola. Un fatto perfettamente in linea con il periodo emergenziale che stiamo vivendo, che ha visto le forze di polizia impegnarsi regolarmente nel loro compito. Gli avventori (di cui i due presenti nel video, membri del movimento Italexit) e lo stesso Santini, però, manifestano dei punti di vista diametralmente contrari a quelli delle norme e della maggioranza del paese, sono convinti di essere nel giusto, sono convinti che la loro libertà è abusata da norme oppressive in cui non si riconoscono, lo stesso Santini non è pentito, si sente nel giusto e intende andare avanti. Questi cittadini che potremmo genericamente inserire nel grande contenitore dei No-Vax, sono andati oltre il semplice manifestare un dissenso, stanno applicando la norma “giusta” a discapito di quella, secondo loro, “ingiusta” e questo apre le porte a una profonda riflessione. La frattura che si è creata nel paese è talmente grande da potersi considerare una profonda spaccatura che divide il Paese in due parti, entrambe strettamente legate alla stessa Costituzione, interpretata però in modi opposti e configgenti, di fatto, non stiamo più parlando di una maggioranza e di una minoranza, ovvero delle normali forze che agiscono in una democrazia, ma di due legalità differenti, pronte ad innescare un conflitto. È in corso una guerra civile fredda, che, anche se non si esprime in uno scontro fisico trova comunque i suoi ambiti di contesa.
Si apre così un naturale interrogativo, come si può sanare questa frattura?

Paolo Miki D’Agostini