E’ rottura tra Comune di Roma e sindacati sulle mense scolastiche della capitale. Il sindacato Clas, unitamente ai sindacati Ugl, Confsal, Confintesa e Cub, ha indetto per il 31 gennaio lo sciopero di tutto il personale addetto alla refezione scolastica della capitale, per l’intero turno di lavoro. 

L’oggetto della protesta riguarda la mancata applicazione degli accordi sulla tutela dell’occupazione e dei diritti acquisiti dalle lavoratrici e dai lavoratori in seguito all’avvio del nuovo bando per il servizio di refezione scolastica. In sostanza, accusano i sindacati, il cambio appalto e il subentro del nuovo gestore ha comportato la violazione di alcuni diritti dei lavoratori, che erano stati sanciti nell’accordo collettivo siglato il 20 dicembre 2021. Sono state infatti registrate mancate assunzioni di lavoratori e lavoratrici che strutturalmente operano da oltre sei mesi nell’appalto, violazioni di diritti individuali acquisiti dalle maestranze, in particolare per quanto attiene al contenuto dei contratti individuali e quindi al rispetto delle condizioni economico-normative individuali, peggioramento generale delle condizioni di lavoro.  

L’appalto riguarda il servizio di ristorazione scolastica dei nidi capitolini, delle sezioni ponte, delle scuole dell’infanzia comunali e statali, primarie e secondarie di primo grado per gli anni 2021/2026. Nel verbale di accordo sul cambio di appalto è inserita la clausola di salvaguardia, ossia la continuità occupazionale che coinvolge circa 4500 addetti ma questa condizione non è stata rispettata. 

“Insieme alle altre sigle sindacali abbiamo più volte chiesto l’intervento di Roma Capitale e dei suoi uffici per il ripristino delle norme contrattuali e del capitolato di gara – afferma il presidente nazionale di sindacato Clas, Davide Favero – Vogliamo che venga assicurata la continuità occupazionale a tutto il personale impiegato nelle scuole ricomprese nel bando. Non avendo ricevuto adeguate risposte a seguito del proclamato stato di agitazione delle maestranze interessate e chiesto l’attivazione della prevista procedura di raffreddamento e conciliazione di cui alla legge 146/90 e smi conclusa con esito negativo, abbiamo deciso di indire lo sciopero per il 31 gennaio. Garantire un adeguato servizio di ristorazione scolastica non è soltanto una questione di carattere occupazionale – continua Favero – ma attiene anche alla qualità di un servizio fondamentale per moltissime famiglie”.