(Fonte foto Romatoday)

“Topi, insetti e orari assurdi…e la chiamano scuola”, è il leitmotiv che ripetono gli studenti della sede di via Sestio Menas dell’istituto professionale di stato per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera “Pellegrino Artusi”.

“Dopo tre giorni di sciopero bianco, oggi abbiamo deciso di lanciare un segnale deciso proclamando una giornata di sciopero. Ovviamente il tutto in maniera pacifica e nel rispetto del distanziamento e di tutte le normative anti Covid vigenti. Purtroppo ci siamo visti costretti a questo gesto da motivazioni più che valide. La prima è che, nei giorni scorsi, è stato ripetutamente avvistato un topo che si aggirava vicino ai bagni del piano superiore. Ci dicono che è stata fatta la derattizzazione ma, evidentemente il risultato non sembra esserci. Questa cosa la consideriamo grave, soprattutto per un istituto come il nostro che ha al suo interno provviste di cibo per i laboratori di cucina. Altro punto non trascurabile sono gli orari scolastici. E’ ovviamente vero che ci troviamo in una situazione di emergenza nazionale, però non è giusto che, alcune classi si vedano costrette ad uscire da scuola alle 16, limitando di fatto le attività extra scolastiche di molti studenti e creando non pochi problemi per il rientro a casa di quanti abitano lontano. Questo, ripeto, si verifica solo per alcune classi e non per tutti e quindi, mi chiedo, se lo stato d’eccezione è soltanto per alcuni non diventa discriminatorio ? La discriminazione è un atto consentito ? Noi crediamo di no ed è per questi due motivi che abbiamo indetto questo stato di agitazione”, dice B.Q., uno dei rappresentanti di istituto degli alunni.

“Dopo quasi due anni di didattica a distanza, che per noi ha significato non poter fare i laboratori che sono una parte fondamentale della nostra formazione, ecco cosa dobbiamo sopportare. Vi sembra giusto ?”, ci dice una studente.

“Purtroppo tagliano di continuo i fondi e organizzare al meglio la scuola e, di conseguenza anche il servizio di pulizia e igiene, diventa problematico. Quando sono insufficienti le risorse è evidente che il personale subisca dei tagli che ricadono sul buon andamento del servizio”, dice un professore che era in strada insieme ai ragazzi.

La preside non risulta essere in sede ma, ci auguriamo, che al suo rientro risolva le problematiche sollevate dai suoi studenti.